Orecchio guarito… perdono donato !

Tappa 1 - Suo padre era alcolizzato : « tale padre, tale figlio ! » ; sua madre era prostituta : « tale madre, tale figlia ! » ; suo padre è un ladro ed un assassino : « tale padre, tale figlio ! » ; suo padre è un barbone, lo sarà tutta la vita : « tale padre, tale figlio ! » ; è ateo : « tale padre, tale figlio ! » ; è nata sotto quel segno astrale, tale sarà il suo destino. Si potrebbe continuare così sulla scia del determinismo, psicologico, sociale, culturale, spirituale, astrale…
Da più di vent’anni sentivo molto male col mio orecchio destro (soprattutto determinati suoni). Il primo giorno del ritiro, P. Aguila ci ha consigliato di stare attenti a Dio, per meglio ascoltare col cuore e così sentire « la Sua Voce ». Durante la preghiera, ho quindi chiesto di sentire (in tutti i sensi della parola). L’indomani mattina, sentivo molto meglio e durante la serata… perfettamente ! l’ascolto del cuore era in cammino… Sì, Gesù è venuto a guarire e spezzare tutti i determinismi.

Tappa 2 - « Non testimoniare le meraviglie che Dio opera nella nostra vita è un’offesa ! » Vengo quindi a testimoniare una seconda volta, sempre a proposito dell’udito e dell’ascolto. Se entriamo in una soffitta dove tutto è immerso nell’oscurità, quando la luce arriva di un colpo, siamo accecati e facciamo fatica a distinguere ciò che ci circonda, poi i nostri occhi si abituano e riconosciamo gli oggetti familiari e la loro storia. Così accade con la guarigione. Dio, per delicatezza nei nostri confronti, prende il tempo. Non proietta una luce accecante, ma lascia che gli « occhi del nostro cuore » si abituino.
Dall’inizio della sessione, mi sono abbandonato alla grazia e all’ascolto dello Spirito Santo. Dopo aver ricuperato l’udito dell’orecchio destro, strada facendo, mi sono ricordato che mio padre era deceduto, quasi sordo, all’età che ho oggi (60 anni). Siccome lo Spirito Santo non fa le cose a metà, mi sono rivisto vicino a lui, spesso infastidito (e glielo facevo capire), quando ci chiedeva di ripetere ciò che dicevamo. Allo stesso tempo, ho preso coscienza che Marie-Jacqueline, mia sposa, ha sempre dimostrato una pazienza esemplare, senza mai farmi notare le mie numerose richieste di ripetizione. Grazie Marie-Jacqueline !
Sono felice di far parte del Corpo di Cristo e credo alla « Comunione dei Santi », perciò ho chiesto a mio padre di perdonarmi perché « non sapevo ». Non si tratta di sentimento morboso di colpa, ma di uno slancio d’amore del cuore verso mio padre, il quale, ne sono convinto, mi ha sentito. Così, le nostre anime saranno più leggere, abitate dall’amore.
Alzando i nostri occhi verso la Croce, siamo sicuri di guardare nella giusta direzione e di camminare liberamente non verso un destino tracciato in anticipo, ma verso un cammino d’eternità. Sì, Gesù è venuto a guarire e spezzare tutti i determinismi !
P. Aguila, durante la Messa della domenica, ci ha riferito ciò che diceva il Curato d’Ars, a proposito del sacerdote (parole riprese da Giovanni Paolo II ad Ars, il 6 ottobre 1986 per l’anniversario della nascita di J-M. Vianney) : « Mio Dio, che il Sacerdote è qualcosa di grande, se lo capisse, morirebbe ! ». Caro P. Pierre Aguila, prenda tutto il tempo « per capire » perché vorremmo rivederLa !

Alain Troyano-Alcantara
(ritiro organizzato dal gruppo « Les Flambeaux » a maggio 2010 – St Denis – Isola della Riunione – Oceano indiano)