Dal messaggio al Popolo di Dio…

al termine del Sinodo sulla Parola (24 ottobre 2008): Ai fratelli e sorelle «pace e carità con fede da parte di Dio Padre e del Signore Gesù Cristo. La grazia sia con tutti quelli che amano il Signore nostro Gesù Cristo con amore incorruttibile». Con questo saluto così intenso e appassionato san Paolo concludeva la sua Lettera ai cristiani di Efeso (6, 23-24). Con queste stesse parole noi Padri sinodali, riuniti a Roma per la XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sotto la guida del Santo Padre Benedetto XVI, apriamo il nostro messaggio rivolto all'immenso orizzonte di tutti coloro che nelle diverse regioni del mondo seguono Cristo come discepoli e continuano ad amarlo con amore incorruttibile. A loro noi di nuovo proporremo la voce e la luce della Parola di Dio, ripetendo l'antico appello: «Questa parola è molto vicina a te, è sulla tua bocca e nel tuo cuore perché la metta in pratica» (Dt 30, 14) (…)
I. LA VOCE DELLA PAROLA: LA RIVELAZIONE
1. «Dio vi parlò in mezzo al fuoco: voce di parole voi ascoltavate, nessuna immagine vedevate, solo una voce!» (Dt 4,12). È Mosè che parla evocando l'esperienza vissuta da Israele nell'aspra solitudine del deserto del Sinai. Il Signore si era presentato non come un'immagine o un'effigie o una statua simile al vitello d'oro, ma con "una voce di parole". È una voce che era entrata in scena agli inizi stessi della creazione… (…)

2. La parola divina è, però, anche alla radice della storia umana. L'uomo e la donna, che sono «immagine e somiglianza di Dio» (Gn 1, 27) e che quindi recano in sé l'impronta divina, possono entrare in dialogo col loro Creatore o possono da lui allontanarsi e respingerlo attraverso il peccato. (…) C'è, dunque, una presenza divina nelle vicende umane che, attraverso l'azione del Signore della storia, vengono inserite in un disegno più alto di salvezza, perché «tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità» (1 Tm 2, 4).
3. La parola divina efficace, creatrice e salvatrice, è quindi in principio all'essere e alla storia, alla creazione e alla redenzione. (…) Le Sacre Scritture sono la "testimonianza" in forma scritta della parola divina, sono il memoriale canonico, storico e letterario attestante l'evento della Rivelazione creatrice e salvatrice. La Parola di Dio precede, dunque, ed eccede la Bibbia, che pure è "ispirata da Dio " e contiene la parola divina efficace (cf. 2 Tm 3, 16). È per questo che la nostra fede non ha al centro solo un libro, ma una storia di salvezza e, come vedremo, una persona, Gesù Cristo, Parola di Dio fatta carne, uomo, storia. (…) Con la Tradizione si giunge alla comprensione, all'interpretazione, alla comunicazione e alla testimonianza della Parola di Dio. (…) (1 Cor 15, 3-5).
II. IL VOLTO DELLA PAROLA: GESÙ CRISTO
4. (…) «il Verbo/Parola si fece carne». (…)… è il cuore stesso della fede cristiana. La Parola eterna e divina entra nello spazio e nel tempo e assume un volto e un'identità umana, tant'è vero che è possibile accostarvisi direttamente chiedendo, come fece quel gruppo di Greci presenti a Gerusalemme: «Vogliamo vedere Gesù» (Gv 12, 20-21). (…)
5. Ebbene, la tradizione cristiana ha spesso posto in parallelo la Parola divina che si fa carne con la stessa Parola che si fa libro. (…) La Bibbia è, infatti, anch'essa "carne", "lettera"… (…)  Per questa sua dimensione "carnale" essa esige un'analisi storica e letteraria, che si attua attraverso i vari metodi e approcci offerti dall'esegesi biblica. (...) La Bibbia, però, è anche Verbo eterno e divino… (…)
6. Ecco, allora, la necessità della «viva Tradizione di tutta la Chiesa» (DV 12) e della fede per comprendere in modo unitario e pieno le Sacre Scritture. (…)
III. LA CASA DELLA PAROLA: LA CHIESA
Come la sapienza divina nell'Antico Testamento si era costruita la sua dimora nella città degli uomini e delle donne, sorreggendola su sette colonne (cf. Pr 9, 1), così anche la Parola di Dio ha una sua casa nel Nuovo Testamento: è la Chiesa…  (…) Atti degli Apostoli (2, 42)… «Erano perseveranti nell'insegnamento degli apostoli, nella comunione fraterna, nello spezzare il pane e nelle preghiere».
7. Ecco innanzitutto la didaché apostolica, ossia la predicazione della Parola di Dio. (…) … il kérygma… (…) «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo» (Mc 1, 15). (…) Nella Chiesa risuona, poi, la catechesi… Ma il vertice della predicazione è nell'omelia… (…) In questo atto il ministro dovrebbe trasformarsi anche in profeta. (…) Si presenta, così, la seconda colonna che regge la Chiesa, casa della parola divina.
8. È la frazione del pane. La scena di Emmaus (cf. Lc 24, 13-35) è ancora una volta esemplare e riproduce quanto accade ogni giorno nelle nostre chiese: all'omelia di Gesù su Mosè e i profeti subentra, alla mensa, la frazione del pane eucaristico. (…)
9. Il terzo pilastro dell'edificio spirituale della Chiesa, casa della Parola, è costituito dalle preghiere, intessute – come ricordava san Paolo – da «salmi, inni, cantici spirituali» (Col 3, 16). (…) … Liturgia delle Ore… (…) … Lectio divina…(…) Di fronte al lettore orante della Parola di Dio si erge idealmente il profilo di Maria, la madre del Signore, che «custodisce tutte queste cose, meditandole nel suo cuore» (Lc 2, 19; cf. 2, 51)… (…)
10. Eccoci, infine, davanti all'ultima colonna che sorregge la Chiesa, casa della parola: la koinonía, la comunione fraterna, altro nome dell'agápe, cioè dell'amore cristiano. (…) «Non chi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli» (Mt 7, 21). (…) L'uomo giusto e fedele non solo "spiega" le Scritture, ma le "dispiega" davanti a tutti come realtà viva e praticata. (…) Nella casa della Parola divina incontriamo anche i fratelli e le sorelle delle altre Chiese e comunità ecclesiali… (…)
IV. LE STRADE DELLA PAROLA: LA MISSIONE
(…) La Parola di Dio personificata "esce" dalla sua casa, il tempio, e si avvia lungo le strade del mondo… (…) … «ecco verranno giorni in cui manderò la fame nel paese, non fame di pane né sete di acqua, ma di ascoltare la parola del Signore» (8, 11). A questa fame vuole rispondere la missione evangelizzatrice della Chiesa. (…) La Bibbia è tutta attraversata da appelli a "non tacere", a "gridare con forza", ad "annunciare la parola al momento opportuno e non opportuno", ad essere sentinelle che lacerano il silenzio dell'indifferenza. (…)
11. (…) «Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, quello che ascoltate all'orecchio predicatelo sulle terrazze» (Mt 10, 27). (…) Ma la voce della parola divina deve risuonare anche attraverso la radio, le arterie informatiche di Internet, i canali della diffusione virtuale on line, i CD, i DVD, gli podcast e così via… (…)
12. (…) La famiglia, racchiusa tra le mura domestiche con le sue gioie e i suoi drammi, è uno spazio fondamentale in cui far entrare la Parola di Dio. (…) La trasmissione della Parola di Dio avviene proprio attraverso la linea generazionale, per cui i genitori diventano «i primi araldi della fede» (LG 11). (…) Ogni casa dovrà, allora, avere la sua Bibbia e custodirla in modo concreto e dignitoso, leggerla e con essa pregare… (…)
13. (…) Chi si inoltra per le strade del mondo scopre anche i bassifondi ove si annidano sofferenze e povertà, umiliazioni e oppressioni, emarginazioni e miserie, malattie fisiche e psichiche e solitudini. (…) Si leva il grido dei perseguitati per la fedeltà alla loro coscienza e alla loro fede. (…) Ma soprattutto nelle Scritture a dominare è la figura di Cristo…: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l'anno di grazia del Signore» (Lc 4, 18-19). (…) Il cristiano ha, allora, la missione di annunciare questa parola divina di speranza... (…)
14. Sulle strade del mondo la parola divina genera per noi cristiani un incontro intenso col popolo ebraico… (Rm 9, 5). (…) Anche noi cristiani, lungo le strade del mondo, siamo invitati – senza cadere nel sincretismo che confonde e umilia la propria identità spirituale – a entrare in dialogo con rispetto nei confronti degli uomini e delle donne delle altre religioni… (…)
15. (…) La Bibbia dovrebbe, quindi, essere da tutti conosciuta e studiata, sotto questo straordinario profilo di bellezza e di fecondità umana e culturale. (…) Tuttavia, la Parola di Dio – per usare una significativa immagine paolina – «non è incatenata» (2 Tm 2, 9) a una cultura… (…) La Chiesa deve, quindi, far brillare i valori che la Parola di Dio offre alle altre culture, così che ne siano purificate e fecondate… (…)
CONCLUSIONE
(…) Fratelli e sorelle di tutto il mondo… accostiamoci alla mensa della Parola di Dio, così da nutrirci e vivere «non soltanto di pane ma anche di quanto esce dalla bocca del Signore» (Dt 8, 3; Mt 4, 4). (…) La Parola di Dio, infatti, è «più dolce del miele e di un favo stillante» (Sal 19, 11), è «lampada per i passi e luce sul cammino» (Sal 119, 105), ma è anche « come il fuoco ardente e come un martello che spacca la roccia» (Ger 23, 29). È come una pioggia che irriga la terra, la feconda e la fa germogliare, facendo così fiorire anche l'aridità dei nostri deserti spirituali (cf. Is 55, 10-11). Ma è anche «viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore» (Eb 4, 12). (…) Creiamo ora silenzio per ascoltare con efficacia la parola del Signore e conserviamo il silenzio dopo l'ascolto, perché essa continuerà a dimorare, a vivere e a parlare a noi. Facciamola risuonare all'inizio del nostro giorno perché Dio abbia la prima parola e lasciamola echeggiare in noi alla sera perché l'ultima parola sia di Dio…