Missionletter 21
2 novembre 2003

Sarai beato perché non hanno da ricambiarti…
 

Di solito, quando si svolge un lavoro, ci si aspetta uno stipendio o almeno qualche segno di ringraziamento. Ma quando si tratta dell’evangelizzazione, le regole non sono più quelle del mondo. In Lc 14 Gesù ci parla di 2 cene delle quali ci da le istruzioni per l’uso. Tra queste indicazioni, troviamo anche il discorso della ricompensa: “alla risurrezione dei giusti”!!! E’ chiaro! Lavorare per il Regno di Dio vuol dire entrare nella gratuità assoluta, a immagine di Gesù stesso che ha dato la sua vita senza risparmiare le proprie forze e senza aspettarsi una ricompensa: “Il buon pastore offre la vita per le pecore” (Gv 10,11). Gesù ci regala la sua vita, senza aspettare niente in cambio, ed invita i suoi discepoli a fare lo stesso.
Evangelizzare vuole dire servire l’uomo per amore di Gesù senza neanche pensare ad guadagno per sé. L’unico guadagno che cerca l’evangelizzatore è la salvezza delle anime! Nient’altro! Per la Nuova Evangelizzazione è necessario entrare in una nuova gratuità, mentre il mondo non fa altro che parlare di profitto, di speculazione e di interesse. Il messaggero del Vangelo non può lasciarsi inquinare da una mentalità incompatibile con l’Amore gratuito del Padre manifestato pienamente in Gesù.
Eppure una ricompensa, c’è! C’è… per chi entra nella logica del Regno di Dio! C’è… prima della risurrezione dei giusti! In effetti essere collaboratore del Signore è già la nostra ricompensa! Quale gioia infatti poter partecipare alla meravigliosa Opera divina, diffondendo il lieto annuncio della salvezza! Quale soddisfazione quando assistiamo alla risurrezione interiore di chi accoglie Gesù nella propria vita! Ma per gustare questa ricompensa anticipata, occorre rimanere nello spirito di gratuità del Regno!
Una sola volta Gesù parla di stipendio, e lo fa proprio quando manda i 72 discepoli in missione; dice: “l'operaio è degno della sua mercede” (Lc 10,7). Ma in quel caso, si tratta solo del menù del pranzo offerto ai missionari dalla gente che li accoglie! Attraverso queste istruzioni missionarie, Gesù ci spiega che non manchiamo di nulla quando siamo mandati nel suo Nome, perché Lui provvede a tutte le necessità di chi è entrato nello spirito di gratuità dell’evangelizzazione. Questa prodezza non fa che confermare uno spirito intimamente legato all’annuncio del Vangelo: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.” (Mt 10,8).
All’indomani del mese missionario, posso fare un breve controllo dei livelli… specialmente di quello della gratuità! Come il buon pastore, anch’io offro - cioè do gratuitamente, senza aspettare nulla in cambio - la vita per i miei fratelli, a cominciare dai più vicini, ma senza dimenticare i più lontani? Regalo tempo, forze, energie… per loro? E sopratutto regalo loro il Vangelo? Comunico a loro la Parola che salva?
Ecco uno degli auguri più belli che ci possiamo fare in questa epoca della Nuova Evangelizzazione appena iniziata: che ci regaliamo a vicenda il Vangelo, che circoli in mezzo a noi e che l’offriamo il più ampiamente possibile a tutti coloro che incontriamo! La gratuità, come l’amore, perché intimamente legata all’amore, non ha limiti! Non stanchiamoci di prendere il largo dell’evangelizzazione

Missionariamente, in Cristo,
P. Pier Aguila

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